Volevamo proporre per la sera del 31 maggio un’uscita fotografica al Belvedere del monte Coltignone (Pian dei Resinelli) per fotografare il tramonto e, col sopraggiungere della notte, provare a fotografare le stelle. In questa escursione abbiamo chiesto la collaborazione degli amici del Parco avventura Resinelli, dove grandi e bambini possono fare esperienze emozionanti “camminando sugli alberi” o rilassarsi in mezzo alla natura, ma per sapere cose vi offre il parco vi lasciamo il loro sito  (http://parcoavventuraresinelli.it/).

Una volta arrivati, dopo un breve (e necessario!!) aperitivo, prenderemo il sentiero che dal parcheggio del ParcoAvventura va, attraverso il Parco Valentino, al Belvedere, dove si ammira uno stupendo panorama su Lecco, il suo lago, il lago di Annone, il lago di Garlate e verso sud la Brianza e la pianura Padana.

La passeggiata è turistica, si effettua anche con i bambini e dovrebbe durare al massimo 45 minuti (con bambini piccoli ci abbiamo messo poco più di un’oretta) e si svolge in una strada carrozzabile molto larga e senza alcun pericolo.

Come detto prima per l’organizzazione ci appoggeremo al ParcoAvventura che per 5€ (eventuali bambini gratis) ci daranno l’aperitivo, ci forniranno di torce per l’escursione e ci accompagneranno nel percorso.

Il programma indicativamente sarà :

ore 16.30: Partenza dalla sede

ore 18.00: arrivo al parcheggio ai Pian dei Resinelli

ore 18:00 – 18:30 Aperitivo

ore 19.30: arrivo al Belvedere

ore 23.00 circa: rientro alla macchina

Informazioni percorso (http://www.resinelliturismo.it/resinelli_sentieri_facili.html):

Riferimenti/Segnaletica: frecce direzionali Coltignone-Belvedere

Caratteristiche: carrareccia e mulattiera, sentiero gradinato e pendii erbosi

Interesse: magnifico panorama del bacino del lago di Lecco, dei laghetti della Brianza e della pianura verso l’aeroporto della Malpensa, dei monti Corni di Canzo e in profondità sulla destra le Alpi

Difficoltà: elementare – Agevole

Dislivello: 195 metri al Coltignone

Tempo impiegato: ore 2,00

Itinerario: Dalla Chiesetta dei Piani Resinelli (vedi immagine ripresa dalla web-cam) si percorre la via Escursionisti sino a raggiungere il grattacielo, (unica brutta immagine dei Resinelli) alle spalle un cancello aperto permette di salire una carrareccia alberata. Si svolta a destra e si sale sino alla bocchetta del Piave con panorama sulla Val Calolden, si entra nel Parco del Valentino, si continua sulla carrareccia fino ad un bivio, il cartello della Comunità Montana indica Coltignone – Museo: si prende a destra per il Museo. Il percorso, in leggera salita sino alla bella costruzione del Museo della Grigna, prosegue immerso in un bosco di faggi, sino ad una leggera salita che raggiunge il Belvedere, dove si ammirano grandiosità e varietà del bacino Lecchese. Un riposo sui gradini della piazzola, poi si prende un sentiero gradinato che costeggia la testata della Val Farina, raggiungendo una selletta in prossimità del Roccolo del Coltignone. A sinistra il sentiero scende per ricollegarsi alla carrareccia che porta all’uscita del Parco del Valentino. Alla selletta in prossimità del Roccolo del Coltignone piegando leggermente a destra e salendo si raggiunge un bivio, si prende a destra il sentiero parzialmente gradinato, si scende su una cresta sino ad una insellatura, si risale raggiungendo la vetta tondeggiante del Monte Coltignone dove si gode la vista panoramica della Valsassina, del Lario sino alla Valbrona. Tornando al bivio si prosegue diritti per la carrereccia leggermente in discesa, in un bosco di faggi, sino ad un bivio. A sinistra si scende sino a raggiungere un ampio spazio erboso, Saina di Treciura e, svoltando a sinistra, si raggiunge il Museo della Grigna. Al bivio superiore seguendo invece i cartelli indicatori – Paradiso – Cima Calolden – si prende una carrareccia in leggera salita giungendo alla vetta Paradiso o Cima Calolden dove si ammira il panorama della Grigna Meridionale. Prima di scendere si può ammirare un impressionante ambiente apocalittico di numerosi tronchi scheletriti dai fulmini. Si scende per prati, ricchi di una varietà di fiori alpini, sino ad incontrare la carrareccia che porta all’uscita del Parco del Valentino.

L’escursione si farà al raggiungimento di almeno 10 partecipanti e in condizioni meteo ottimali. Per il trasporto ci si organizza in modo indipendente/gruppo.

Per iscriversi all’uscita fotografica basta compilare il modulo apposito.

ISCRIZIONE

Le iscrizioni si chiuderanno mercoledì 28 Maggio.

FOTOGRAFIAMO IL TRAMONTO

Scattare una fotografia davanti allo spettacolo di un bel tramonto è un’esperienza che molti di noi hanno voluto provare almeno una volta, per immortalare una scena che, grazie alla luce calda, morbida ed avvolgente offerta dalla natura, emoziona ed ha qualcosa di unico in sé. Non sempre però il risultato è quello che ci si aspetta e così ricordo e fotografia sembrano essere espressione di momenti diversi.

Per tentare di rendere il più possibile fedele il nostro scatto alla situazione vissuta proviamo ad analizzare, almeno sommariamente, i fattori che ne determinano il risultato e in che modo possano essere gestiti. Naturalmente tutto ciò che segue è da considerarsi come un insieme di considerazioni che vanno calate di volta in volta nella situazione contingente in cui ci si trova; non stiamo quindi parlando di assunti validi in assoluto, ma di suggerimenti che devono essere applicati all’ambiente circostante e alle sue caratteristiche (ad es. ambiente marino, paesaggio collinare, montano, ecc…).

La luce

I raggi di luce emanati dal sole nelle ultime ore di luce della giornata hanno traiettorie che sono quasi orizzontali, essendo il sole molto basso all’orizzonte. Questa particolarità provoca sulla scena davanti a noi zone di luce con intensità molto diversa. Generalmente il cielo sarà piuttosto luminoso, anche se non in maniera uniforme, mentre il resto della scena tenderà ad essere più scuro.

In aggiunta a questo bisogna considerare che la quantità di luce presente nell’ambiente varia molto rapidamente, riducendosi in pochi minuti; occorre, quindi, saper cogliere l’attimo o aiutarsi cercando di ragionare sulle condizioni di luce della scena prima di arrivare al momento della fotografia.

Preparare la fotocamera

Innanzitutto bisogna cercare la corretta esposizione alla luce. Per fare ciò il consiglio è di:

– scegliere la modalità SPOT come modo di misurazione dell’esposizione, in maniera da prendere in considerazione solo una piccola area.

– misurare la luce indirizzando l’esposimetro verso un punto nelle vicinanze del sole (misurando l’esposizione sul sole stesso si otterrebbe un disco giallo in un mare nero; misurando l’esposizione in un’area troppo distante dal sole si otterrebbero colori meno intensi e carichi se non addirittura zone bruciate/bianche nella fotografia)

– bloccare l’esposizione (AE, AE/L, *)

– ricomporre la scena come desiderata e scattare

Un aiuto nella ricerca della migliore esposizione potrebbe venire dal ricorso al bracketing, ovvero alla possibilità di scattare più immagini della stessa scena con esposizioni differenziate tra loro (standard, sottoesposto, sovraesposto).

Quali ISO impostare? Sicuramente quelli più bassi permessi dalla fotocamera, in maniera da non sacrificare la qualità dell’immagine a causa del rumore introdotto dal sensore quando sono impostate alte sensibilità. Per fare ciò può essere preferibile, se non necessario, avere con sé un treppiede, che potrebbe anche evitare fastidiosi effetti di mosso dovuti alle possibili lunghe esposizioni. L’ideale sarebbe avere anche un telecomando, per evitare il micromosso che subentra quando si preme il tasto di scatto. Se non lo si possiede l’alternativa è quella di settare l’autoscatto.

Trattandosi di foto paesaggistica è preferibile scattare in modalità ‘Priorità di diaframmi’ (A, Av) e impostare valori di apertura piuttosto ridotti (f/11-16-22) in modo da avere una porzione maggiore di scena a fuoco.

Quali lunghezza focali utilizzare? La domanda non ha una risposta univoca, ma tutto dipende da ciò che si intende scegliere come soggetto. Se, ad esempio, si desidera dare risalto al sole è necessario che questo appaia abbastanza grande nella fotografia; per farlo bisogna utilizzare un obiettivo del tipo ‘tele’, con lunghezze focali elevate. Se invece l’intenzione, invece, è quella di raccontare il paesaggio nel suo insieme, senza fare del sole l’elemento preponderante, allora si ha una scelta di lunghezze focali maggiori.

Cosa fotografare

Una domanda che pare banale, ma che in effetti non lo è sempre: qual è il soggetto principale?

Di seguito proviamo a dare qualche possibile risposta:

Il cielo (con il sole): il cielo è il protagonista della nostra foto. Vogliamo catturare i riflessi sul mare o le sfumature del cielo e delle nubi, mostrando il sole nella nostra fotografia. Le nuvole rendono il cielo più movimentato e riflettono la luce solare aggiungendo variazioni di colore. Senza filtri difficilmente si riuscirà ad isolare in maniera netta il sole, perché comunque è troppo luminoso, ma si vedrà un cerchio avvolto da un gradiente luminoso giallo/arancione. Solamente negli ultimissimi momenti in cui resta visibile il sole all’orizzonte è possibile ottenere una sagoma netta

Un soggetto in controluce: il soggetto principale è una sagoma che vogliamo far spiccare controluce (silhouette). E’ quindi necessario porre attenzione ad isolare chiaramente il punto importante della fotografia per far cadere l’attenzione sul dettaglio che ci ha particolarmente colpito

I raggi del sole: Il soggetto principale della foto è in controluce e il sole deve essere visibile e parzialmente nascosto. In questo modo si riesce a creare un piacevolissimo effetto di scomposizione della luce in fasci luminosi, rendendo chiaramente visibili i raggi solari. Questa tipologia di fotografia offre grandi spunti creativi, in cui possiamo lasciar correre la fantasia: esempi classici sono il sole che filtra tra i rami in un bosco, oppure un soggetto in controluce al centro del sole

Paesaggio/soggetto illuminato dal tramonto: il protagonista della foto non è il tramonto, ma il paesaggio/soggetto. Bisogna anche guardare in direzione opposta rispetto al sole e notare come il paesaggio abbia un aspetto incantevole grazie alla luce dorata . Il tramonto non è inquadrato direttamente, ma si intuisce dalle tonalità arancioni della luce. L’impatto emozionale è fortissimo, grazie alle tonalità rossastro/arancioni garantite dal sole cadente. I contrasti diventano morbidi, le ombre lunghe. Tutto ciò che è illuminato viene avvolto da un alone di magia

Riflessi del tramonto: nella foto il tramonto è riflesso sull’acqua. Il soggetto principale può essere il tramonto stesso o, eventualmente, un soggetto in controluce in acqua. Questa tipologia di foto è molto particolare, in quanto sfrutta le geometrie curve delle piccole onde che si creano sull’acqua creando delle sfumature di colore bellissime. Gradevole anche l’effetto prodotto da un soggetto in controluce, con una silhouette nera dalle linee marcate, in contrasto con la morbidezza dei colori del tramonto e delle linee curve delle onde. Un’altra variante è caratterizzata dall’acqua ferma di un lago o di una pozzanghera, in cui i riflessi riproducono specchiandola fedelmente il tramonto e la scena reale sulla loro superficie

Blue hour (ora blu): è l’ora che inizia quando il sole è appena calato oltre la linea dell’orizzonte. La sera non è ancora calata e nel cielo esplodono tonalità blu-violacee, meravigliose e drammatiche allo stesso tempo, accompagnate dalla sottile linea rossastra dell’orizzonte. E’ il momento migliore per gli scatti raffiguranti paesaggi; le ombre sono assenti poiché non è presente nessuna fonte di luce e i colori complementari ottenuti con questo scatto doneranno alla fotografia maggior chiarezza e contrasto. Il colore del cielo blu intenso presente nell’immagine immortalata fa risaltare gli oggetti ripresi

FOTOGRAFIAMO LE STELLE

Tecnica:

Fotografare le stelle non è cosa semplice. La condizione di poca luce ci costringe ad utilizzare tempi lunghi per avere una corretta esposizione, e non dobbiamo dimenticarci che la terra “gira” quindi questo può introdurre un problema nel fermare le stelle è un opportunità che si chiama Startrails.

Per fotografare le stelle NON serve la luce, quindi una serata con luna nuova o pochissima luna è l’ideale. Il luogo da prediligere deve essere un luogo con poco inquinamento luminoso, che altrimenti porterebbe delle tonalità gialle arancioni nei nostri scatti.

Avendo detto che fotograferemo con con poca illuminazione, non dovrà mancare un treppiede stabile. Tra le ottiche sono da preferire i grandangolari, quindi il classico 17-40 per FullFrame o un ottica nel range 10-35 per APS-C, con cui possiamo avere inquadrature ampie.

La rotazione terrestre può essere un problema, quindi per poter avere delle foto delle stelle senza le scie, dobbiamo tenere in molta considerazione il tempo di esposizione, saremo costretti quasi sicuramente ad utilizzare ISO molto alti, quindi con rumore, un buon corpo macchina in questo caso può fare la differenza.

Per determinare il tempo corretto di esposizione possiamo utilizzare questa semplice formula :

t=400/mm lunghezza focale

Qualche esempio :

Focale mm APS-C Tempo sec FF Tempo sec
10 25 40
12 21 33
17 17 23
24 10 16
40 6 10

Come vedete al crescere della focale si abbassano  tempi e quindi servono grandi aperture e ISO alti.

In condizioni di scarsa luminosità dovremmo ricorrere quasi sicuramente alla mesa a fuoco manuale, se riuscite a gestire la messa a fuoco dall’oculare bene, diversamente potete  utilizzare il live view per poter inquadrare al meglio e poter visualizzare meglio la scena, quindi trovare la giusta messa a fuoco per avere la massima profondità di campo.

Anche la Composizione ha un ruolo molto importante. Scattare foto al solo cielo stellato ha come risultato foto piatte senza la giusta tridimensionalità. Il consiglio è di mettere un  soggetto nel primissimo piano, questo darà tridimensionalità e dinamicità al nostro scatto. Attenzione però che l’esposizione del cielo potrebbe non essere ottimale per il nostro soggetto, quindi dovremmo sicuramente fare un secondo scatto con l’esposizione corretta per il soggetto.